The Cure

Ergoterapia artistica

Dosaggio letterario in compresse autobiografiche e supposte epistolari.

Questa è una terapia concettuale in perfetto stile manicomiale (ooops) EX-manicomiale, “PsychoMutoid Antipsichiatrico” talvolta e nient’altro che terapia. Delirio stile 1996, l’anno dell’anello di Moebius, dell’8 incessante, l’anno che trasforma la O in Q.

In Questo particolare momento della mia vita sento che tutte le arti e gli editti sono pura evacuazione delle sensazioni accumulate a rischio di implosione ma che esplodono sotto forma di prodotti più o meno culturali.

“In mancanza di analista chiediTi aiuto che d-Io T’aiuta”

Una certa confidenza con il lavoro mentale può aiutare, c’era quel sciamano analista profugo e fascinoso, un delirante adorabile russo di nome Gurdjeff che tripartiva l’essere umano e consigliava esercizio fisico per il corpo, preghiera per l’anima, la parte spirituale e lo studio, l’accrescimento culturale per la sfera mentale suggerendo uno sforzo tangibile (chessò degli esami, un saggio, la caduta in estasi tramite un mantra rigoroso e dottrinale) ai fini della crescita globale dell’individuo.  Per cui eccomi qui a far flessioni, ginniche RI-flessioni.

Guardo alla breve storia della mia umanità privilegiata, protetta, contemplo attraverso una lente che filtri e trattenga amore e compassione e lasci passare solo “quel che c’è”. Non saprei dire cos’è ma tant’è: il Louvre rischia di apparire come la più grande collezione di stronzi imbalsamati mai raccolti in una discarica pubblica.

Ed allora ecco a voi il classico “c’era una volta com’era davvero”, altro che parole che sanno d’antico e di buono: c’era un tipo che passava di li, lei dormiva dopo un rave-party di due giorni, lui la violenta addormentata e lei si sveglia incinta senza sapere chi è il padre. Oppure c’è una coppia di bambini in fuga da casa che si danno alla pazza gioia in pasticceria ma non hanno i soldi per pagare il conto così s’apprestano a pagare lavando i piatti ma al momento del saldo arriva loro in soccorso un ispettore del lavoro che fa chiudere il coffeeshop intitolato “La Casetta di Marzapane”.

arte

 


 

“Un bel tacer non fù mai detto in quanto scritto”

Scherzi a parte (AhahahahhaaahahAha!) sono ancora qui in attesa di un senso a queste righe. Intruso in casa dello zio Franz, la mia personale “casetta di marzapane” mentale con tutti i “voglio-ma-non-posso” in bella mostra in questi giorni di sospensione acuta “fra cielo e terra” (ma non come pensavo fosse, quando leggevo i nativi americani) a far testamento, collegare cioè la testa al mento, il cervello alla lingua.

Comunque questo era il primo round, si intitolava “scrivere”, ed era un tentativo di analisi su ciò che sta succedendo e perché “una prEmessa è una prOmessa”.  Chiuderò con questa poesiola per niente allegra che rende l’idea delle cose in atto e separa entusiasmo da cinismo, intitolata molto classicamente “…che fare…”

 

La letteratura, carta igienica bruciata.

L’unico testo buono è quello morto!

Maledetti libri! Per ucciderli devi leggerli.

Maledetti libri! Maledette Navi!

Foreste europee – le nordafricane – bruciate in nome di un viaggio – per paura di dimenticare un passaggio – di mollare la presa – o tacere una frase.

Siamo creazioni distruttive – distruzioni creative – incapaci di tacere.

Pensando pensieri che non lasciano pensare – ululando parole che si lasciano ululare.

 

Io Mio d-Io (bip) – fai cessare la tempesta galattica che si scatena nel mio cervello ogni giorno, ogni microsecondo, ogni fottuto istante.

“Sono stanco di tuffarmi in un gomitolo mentale – ho tanta stanchezza nel cervello. – Lasciatemi così – come una cosa manicomiale, sedata, abbandonata in un angolo ospedalizzato e dimenticata”

Padre mio che sei Io – fai cessare per un attimo le tempeste elettrobiochimiche

Giusto il tempo per orientarmi e prender nota

e lasciarMi un bigliettino, un promemoria per quando mi addormenterò.

 

Oh mio signore, Gran Silicio Interiore.

Spinotti piantati nella carne

“il Kaos està alì” e parte alto

al centro della colonna vertebrale.

 

E scende giù negli inferi

fin’oltre il Sacro Osso a finire al culo

comunque fuori dai rischi e dagli intoppi rasoterra

cui il Serpente ha risposto strisciando.

 

Sorretto lassù – sul bel baldacchino

sette volte corpo

inutile, passivo

la cosiddetta opera d’Arte.

 

Arte

non nata per piacere – non morta

non dimenticata nell’oblio di un sonno ristoratore

tenacemente, odiosamente fissata fra i neuroni

motrice dei sospiri

intrecciata al miotuonostrovostro serpentello infinito

 

Acido ribonucleico elicodailmente plasmato

dalla rotazione, dalla gravitazione.

Memoria dei Caduti scolpita nella pietra dei monumenti

nel fluido minerale del silicio di questo computer elettrodomestico.

libri























1996 - 2006 - 20016 
mentre il malleolo
si ricompone
in via Ginnastica 2017,
prosegue la trascrizione
del cartaceo ingiallito
di vent'anni parallelamente
al riordino del portfolio
abbandonato da dieci.

 

 


 

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