Lettera di Berlicche a Narciso.

satiro

A chi ti dice che il mondo è  merda e tantovale contraccambiare.

A chi non ha mai estratto dal mazzo dei tarocchi la carta del serpente e dell’ovale con al centro il mondo.

A chi non vede, non vuole vedere tutti i volti di quel mondo scorrere nel riflesso del lago.

A chi nel riflesso del lago vede solo se stesso e si innamora a tal punto da cadere rapito, affogando egotistica-mente, erotica-mente nella sua stessa psiche.

A questi ed altri tutti qui riuniti in questo testo, in questa sagra delle giustificazioni io ribadisco ostinatamente in quanto principe degli errori che tutto vale per amore di se stessi perchè è nelle disponibiltà dell’umana cosa: people has the power.


narciso

Narciso, demente autistico intontito dall’amore per se stesso, annichilitosi per scelta, una scelta dettata dalla scarsa volontà di incontro con gli altri.

Narciso bellino, carino, ti danno sempre ragione reputandoti un coglione. Prediletto peccatore, incarni il senso stesso dell’errore, ne vai diritto al cuore.

Nemico odiato che afferma sereno: “il mondo è merda, per cui tanto vale…” ascolta questo riflesso inatteso dal fondo dello sprofondo “della notte del pianto”.

Tuffa il secchio nel pozzo dell’ombra della notte silenziosa, infrangi il riflesso della luna sullo specchio del lago dato che è notte e per poche ore ancora non potrai scorgere l’amato volto di te medesimo nella notte e nel pianto”.

Ascolta la voce dell’oscurità interiore, il richiamo del bicchiere mezzo pieno di buon vino, non v’è traccia di aceto. Il tuo bicchiere mezzo vuoto è evaporato, troppo a lungo hai atteso: temere di bere è lasciar andare a male.

Se invece di restare immobile in attesa passiva tu avessi voluto scorgere, nelle trasparenze del vetro, l’amore e le donne, il piacere e non solo il dolore; se avessi voluto scorgere nelle forme frattali, fluide, cangianti delle colonne di vapore nel cielo o fra i fumi dell’alcool i passi di danza, gli applausi e le grida, la vita…

Ecco cosa può accadere se temi di bere, di svuotare le sette coppe del sette di coppe e di “restare senza”, ecco cosa accade a pensare di avere pazienza (troppa pazienza).


damadelboscosacro

Il tempo interiore s’è arreso cauto rallentando il passo, diventando prudente, puoi affogarci dentro, rimirarti a fondo.

Anziché levare il lieto calice  l’hai reso un concetto freddo ed astratto, acido, amaro. Non è andato a male, se ti piace l’aceto.

Il disperato tentativo di mantenere uno status, ma è  follia che avanza: non vuoi più invecchiare, credi che la contemplazione renda immutabili e invece sei banalmente Pazzo! 

Oggi e mai più voglio dirti la mia, di me che aspetto con ansia le rughe selciate sul volto corrotto per essere alfine ascoltato e ripetere a dismisura, facendo dell’eco infinito ciò che già ho ripetuto infinite volte, che ho sempre saputo e tramandato.

 

Lusso, orpello cesellato nei millenni dal coraggio e dalla clandestinità, posso permettermi la sincerità.

No, non le consuete, depistanti menzogne dato che Il Capro istriano Espiatorio e veterano, prescelto per il sacrificio invece è evaso, io l’ho aiutato, ed è già in terre lontane, più che nascosto: evidente a tal punto da non poter mai più esser ri-velato.

Il mondo è quello che è, ne bene ne male, ma tu riesci a trasformare l’oro in piombo ed il piacere in dolore. Prediligi l’amargo: sapori importanti che vanno mediati , bisogna saperli apprezzare.

Ma foss’anche la vita la merda che affermi, la ringrazio di esistere e ne voglio di più.

Di più! Grazie alla vita che non mi ha dato nient’altro che se stessa, senza promettere ne, dunque, mantenere. Algida dea imperturbabile, lei acconsente il mio dissenso, m’assurge a suo amante e relega il tuo magnifico errore al ruolo di orpello floreale, decoro del nostro Tempio d’Amore boschivo.

 

Grazie, pastore casto e fatato

per il tuo involontario gesto suicida

quel tuffo di te stesso nel tuo alter-ego

rifratto, infranto, rinato, Narciso beato, putto lucente, efebo amato

grazie del gesto creato con ordine

disciplinato, serio, ordinato

giusto, pensato, votato, approvato

bollato, timbrato, spedito, giunto a “buon fine”

Grazie di cuore per questo “auto da fè”

Ecco l’omaggio indiavolato

in diretta dall’inferno del vissuto

lettera dell’Arcidiavolo Berlicche

un grazie da Mè.

satiro

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